Gli Angeli custodi

Le 20 cose che gli angeli custodi fanno per noi


Immagina di avere una guardia del corpo che è sempre stata con te. Ha fatto tutte le solite cose da guardia del corpo come proteggerti dal pericolo, respingere gli assalitori e, in generale, tenerti al sicuro in tutte le situazioni. Ma ha fatto anche di più: ti ha offerto una guida morale, ti ha aiutato a diventare una persona più forte e ti ha portato alla tua ultima chiamata nella vita.

Non dobbiamo immaginarlo. Abbiamo già una tale guardia del corpo. La tradizione cristiana li chiama angeli custodi. La loro esistenza è supportata dalla Scrittura e sia i cattolici che i protestanti credono in loro

Ma troppo spesso trascuriamo di sfruttare questa grande risorsa spirituale. Al fine di meglio arruolare l’aiuto degli angeli custodi, potrebbe aiutare ad avere un migliore apprezzamento di ciò che possono fare per noi. Ecco 20 cose:

1. Distruggi i demoni
2. Proteggici dal danno
3. Rafforzaci dalla tentazione
4. Incoraggiarci
5. Intervenire miracolosamente per salvarci dai guai
6. Custodiscici dalla nascita
7. Custodisci tutti noi, inclusi i miscredenti
8. Ricordaci della dignità delle persone
9. Ricordaci della cura di Dio per tutti
10. Porta i nostri bisogni a Dio
11. Portaci più vicino a Dio
12. Spostaci al meglio
13. Rafforza i comandi di Dio
14. Illumina la verità
15. Rafforza le nostre menti
16. Comunicare attraverso la nostra immaginazione
17. Influenziamo le nostre volontà
18. Aiuto nella nostra salvezza
19. Ricordaci del nostro obiettivo finale
20. Non lasciarci mai

Dal Web

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Storie per l’anima

Come il sale.
C’era una volta un re che rispondeva al nobile nome di Enrico il Saggio. Aveva tre figlie che si chiamavano Alba, Bettina e Carlotta. In segreto, il re preferiva Carlotta. Tuttavia, dovendo designare una sola di esse per la successione al trono, le fece chiamare tutte e tre e domandò loro: “Mie care figlie, come mi amate?”.
La più grande rispose: “Padre, io ti amo come la luce del giorno, come il sole che dona la vita alle piante. Sei tu la mia luce!”.
Soddisfatto, il re fece sedere Alba alla sua destra, poi chiamò la seconda figlia.
Bettina dichiarò: “Padre, io ti amo come il più grande tesoro del mondo, la tua saggezza vale più dell’oro e delle pietre preziose. Sei tu la mia ricchezza!”.
Lusingato e cullato da questo filiale elogio, il re fece sedere Bettina alla sua sinistra.
Poi chiamò Carlotta. “E tu, piccola mia, come mi ami?”, chiese teneramente.
La ragazza lo guardò fisso negli occhi e rispose senza esitare: “Padre, io ti amo come il sale da cucina!”.
Il re rimase interdetto: “Che cosa hai detto?”.
“Padre, io ti amo come il sale da cucina”.
La collera del re tuonò terribile: “Insolente! Come osi, tu, luce dei miei occhi, trattarmi così? Vattene! Sei esiliata e diseredata!”.
La povera Carlotta, piangendo tutte le sue lacrime, lasciò il castello e il regno di suo padre. Trovò un posto nelle cucine del re vicino e, siccome era bella, buona e brava, divenne in breve la capocuoca del re.
Un giorno arrivò al palazzo il re Enrico. Tutti dicevano che era triste e solo. Aveva avuto tre figlie ma la prima era fuggita con un chitarrista californiano, la seconda era andata in Australia ad allevare canguri e la più piccola l’aveva cacciata via lui…
Carlotta riconobbe subito suo padre. Si mise ai fornelli e preparò i suoi piatti migliori. Ma invece del sale usò in tutti lo zucchero.
Il pranzo divenne il festival delle smorfie: tutti assaggiavano e sputavano poco educatamente nel tovagliolo.
Il re, rosso di collera, fece chiamare la cuoca.
La dolce Carlotta arrivò e soavemente disse: “Tempo fa, mio padre mi cacciò perchè‚ avevo detto che lo amavo come il sale di cucina che dà gusto a tutti i cibi. Così, per non dargli un altro dispiacere, ho sostituito il sale importuno con lo zucchero”.
Il re Enrico si alzò con le lacrime agli occhi: “E il sale della saggezza che parla per bocca tua, figlia mia. Perdonami e accetta la mia corona”.
Si fece una gran festa e tutti versarono lacrime di gioia: erano tutte salate, assicurano le cronache del tempo.

B.Ferrero

✨✨✨✨✨✨✨✨✨✨✨✨✨❤Voi siete il sale della terra (Matteo 5,13).❤✨✨✨✨

Preghiera a San Giuseppe

Se recitata con fede e per un particolare beneficio spirituale

Anche se San Giuseppe nella Scrittura non dice una parola, il suo silenzio, esempio di fedeltà obbediente e cura diligente della Sacra Famiglia durante gli anni formativi di Gesù, lo ha reso uno dei santi più amati della cristianità.

La devozione al padre putativo di Gesù viene in genere fatta risalire al III o IV secolo, ma secondo il libro di preghiere Pieta c’è una preghiera a San Giuseppe che risale all’anno 50.

Questa preghiera venne ritrovata nel 50° anno di nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. Nel 1505 venne mandata dal Papa all’imperatore Carlo quando questi stava andando in battaglia. Chiunque la legga o la ascolti o la mediti non avrà mai una morte improvvisa e non affogherà, né alcun veleno avrà effetto su di lui; non cadrà nelle mani del nemico né verrà bruciato in qualche incendio o sconfitto in battaglia. Recitatela per nove mattine per qualsiasi cosa desideriate. Non ha mai fallito.

Ecco la preghiera, che per alcuni “non ha mai fallito, a patto che la richiesta riguardi il proprio beneficio spirituale o quello di coloro per cui si prega”:

O San Giuseppe, la cui protezione è così grande, così forte, così sollecita davanti al trono di Dio, ti affido tutti i miei interessi e i miei desideri.

O San Giuseppe, assistimi con la tua potente intercessione, e ottieni per me dal tuo Figlio divino tutte le benedizioni spirituali attraverso Gesù Cristo, nostro Signore, di modo che essendomi affidato al tuo potere celeste possa offrire il mio ringraziamento e il mio omaggio al più amorevole dei padri.

O San Giuseppe, non mi stanco mai di contemplare te e Gesù addormentato tra le tue braccia; non oso avvicinarmi mentre Egli riposa accanto al tuo cuore. Stringilo in nome mio e bacia il Suo capo per me, e chiedigli di restituire il bacio quando sarò sul letto di morte. San Giuseppe, patrono delle anime che stanno per morire, prega per me. Amen.

Ricordate, Dio risponde sempre alle nostre preghiere, anche se non sempre ci aspettiamo la risposta che poi riceviamo.

Avrei voluto…

Avrei voluto svegliarmi una mattina,

e per una sola volta essere diversa

essere più forte, con gli altri e con me stessa

e invece sono qua 

con un cuore colmo di silenzio .

Io che per non vedere gli altri soffrire

sto zitta e sopporto il mio dolore.

Io che quando parlo e chiedo qualcosa

non smetto mai di darmi la risposta

per non lasciarmi andare via.

Io che cammino tra la gente 

e continuo a dire che va tutto bene

e spero sempre che gli altri non si accorgano

che non va per niente bene.

Io che giro per la casa di notte

per ascoltare la dolce melodia del silenzio

e godere la pace e la tranquillità

dove non c’è spazio e non c’è tempo.

Io che sono circondata d’amore e d’affetto

eppure a volte divento piccolina, piccolina

e me ne sto ferma e zitta in un angoletto.

Io con i miei sbalzi d’umore 

e vivo di gioia …tristezza …malinconia

no,non vorrei tutto questo

vorrei essere diversa almeno per una volta

vorrei essere più forte con gli altri e con me stessa

e invece sono qua con un cuore colmo di silenzio…
Maria Viola

Storie per l’anima 

Al tramonto

Tanto tempo fa un missionano attraversava le Montagne Rocciose con un giovane indiano che gli faceva da guida.

Tutte le sere, ad un preciso momento del tramonto, il giovane indiano si appartava, si voltava verso il sole e cominciava a muovere ritmicamente i piedi e a cantare sottovoce una canzone dolcissima, soffusa di nostalgia.

Quel giovane che danzava e cantava rivolto al sole morente era uno spettacolo che riempiva di ammirata curiosità  il missionano.

Così, un giorno, chiese alla sua guida: “Qual è il significato di quella strana cerimonia che fai tutte le sere?”.

“Oh, è una cosa semplice” rispose il giovane.

“Io e mia moglie abbiamo composto insieme questa canzone. Quando siamo separati, ciascuno di noi, dovunque si trovi, si volta verso il sole un attimo prima che tramonti, e comincia a danzare e cantare. Così, ogni sera, anche se siamo lontani, cantiamo e balliamo insieme”.

Quando il sole tramonta, tu con chi balli?