Liturgia del giorno 10 Ottobre

Messalino di Giovedì 10 Ottobre

Dal libro del profeta Malachìa (3,13-20a)

Duri sono i vostri discorsi contro di me — dice il Signore — e voi andate dicendo: «Che cosa abbiamo detto contro di te?». Avete affermato: «È inutile servire Dio: che vantaggio abbiamo ricevuto dall’aver osservato i suoi comandamenti o dall’aver camminato in lutto davanti al Signore degli eserciti? Dobbiamo invece proclamare beati i superbi che, pur facendo il male, si moltiplicano e, pur provocando Dio, restano impuniti».
Allora parlarono tra loro i timorati di Dio. Il Signore porse l’orecchio e li ascoltò: un libro di memorie fu scritto davanti a lui per coloro che lo temono e che onorano il suo nome. Essi diverranno — dice il Signore degli eserciti — la mia proprietà particolare nel giorno che io preparo. Avrò cura di loro come il padre ha cura del figlio che lo serve. Voi allora di nuovo vedrete la differenza fra il giusto e il malvagio, fra chi serve Dio e chi non lo serve.
Ecco infatti: sta per venire il giorno rovente come un forno. Allora tutti i superbi e tutti coloro che commettono ingiustizia saranno come paglia; quel giorno, venendo, li brucerà — dice il Signore degli eserciti — fino a non lasciar loro né radice né germoglio. Per voi, che avete timore del mio nome, sorgerà con raggi benefici il sole di giustizia.

* «Sorgerà il sole della giustizia». Di fronte all’eterno scandalo della prosperità dei malvagi, Malachia (= il mio messaggero) risponde che nel giorno del Signore sarà ristabilita la giustizia.

Salmo Responsoriale (dal Sal 1)
Beato l’uomo che confida nel Signore.

Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte.

È come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene.

Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde;
poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre la via dei malvagi va in rovina.

Canto al Vangelo (cfr At 16,14b)
Alleluia, alleluia. Apri, Signore, il nostro cuore e accoglieremo le parole del Figlio tuo.Alleluia.

Dal Vangelo secondo Luca (11,5-13)

In quel tempo, Gesù disse ai discepoli:
«Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

* Se già il vicino irritato esaudisce la richiesta dell’amico che gli chiede il pane, a causa della sua “indiscrezione”, e il giudice iniquo rende giustizia alla vedova perché questa non lo lascia in pace, quanto più Dio, che è un Padre buono, ascolterà la preghiera perseverante. Dio non è sordo alle richieste dell’uomo.

Spunti di Riflessione

La fiducia
Quale deve essere l’atteggiamento del discepolo nella preghiera? Un atteggiamento di fiducia, che significa: insistere senza perdersi d’animo, sapendo che Dio è molto più disponibile di un amico, chiedere ciò che si ritiene più giusto ma lasciare a Dio l’ultima parola. Lui conosce meglio di noi ciò di cui abbiamo bisogno, e non si fa condizionare dalle nostre richieste, ma ci spinge a volare sempre più in alto. I genitori possono rendersi schiavi dei bisogni immediati dei figli, ad ogni loro richiesta si fanno in quattro per andare loro incontro, il Padre Celeste no: se ti da un pezzo di pane è perché tu possa desiderare qualcosa di meglio. Non ti lascia nei tuoi piccoli sogni, nei tuoi ideali terreni, ti chiede di uscire dal tuo mondo meschino, per respirare aria più pura, quella dello Spirito, che sa di Infinito.
Chi prega chiede, cerca, bussa. L’uomo viene a Dio come un povero, un ramingo, un senza patria. Chi si sa e si sente povero, ramingo, senza una patria, trova la via alla preghiera e a Dio. Il bene che dopo l’annunzio di Gesù può soddisfare ogni desiderio dell’uomo, ed è al centro di ogni promessa, è il Regno di Dio. La prima condizione per essere accolti nel Regno di Dio è la coscienza della propria povertà. Nella preghiera si apre il Regno di Dio.

La Parola per me, Oggi

Oggi cercherò di rendermi più attento alla voce del Signore, per riuscire a vedere negli avvenimenti della mia vita i segni delle sue risposte alle mie preghiere.

La Parola si fa Preghiera

Signore Gesù, tu ci hai rivelato tutto quello che hai udito dal Padre, e ci hai chiamati tuoi amici. Avere in te un amico ed essere tuo amico, è molto di più che chiedere ed essere esauditi.

♦ Il Mio Rosario
«Coloro che perseverano nella preghiera del Rosario, a volte austera e arida, camminano verso la preghiera contemplativa dello Spirito» (Jean Lafrance).
Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria.

Da Messalino GAM

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