Meditando la Parola di oggi..

​Il mio cuore pieno di  torri,pregiudizio,collera,orgoglio ,egocentrismo,primeggiare e mettermi in mostra  invece che arretrare ,che caos un baccano tremendo,situazioni in cui al posto di comunicare e fraternizzare nell’amore di Gesù, finisco nel voler prendere il comando per mostrarmi agli occhi del mondo,e’successo nella mia  parrocchia , nella famiglia e succede in tutte le realtà del nostro vivere quotidiano. Cosa non si fa per non far parlare di noi…nelle chiese…pare una corsa al posto fisso più che per Dio fatto esclusivamente per il proprio io..

Dal costruire oasi di pace e fratellanza  costruiamo città  di egoismo e di falsita’ dove regna solo il freddo del peccato.

E…quando non si parla più con la lingua dell’amore,  con la Parola che Gesù ci ha lasciato , quando non è più per la sua Gloria e per il nostro bene  crolla tutto.

Dio dall’alto vede,provvede a disperdere ciò che non è cosa sua.
*Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città*
Dio ci ha dato Maria Scala del Paradiso,torre d’Avorio e a Lei che dobbiamo guardare nel suo silenzio e nella sua umiltà ha lasciato l’esempio da seguire  come arrivare a Dio e alla vita eterna…
“Dal trono dove siede

scruta tutti gli abitanti della terra,

lui, che di ognuno ha plasmato il cuore

e ne comprende tutte le opere.”
Questo versetto mi fa capire che Dio sa conosce intuisce e comprende tutto ciò che io sono perche è Lui che mi ha creato e chi crea sa pregi e difetti della sua creatura ,a Dio dall’alto dei cieli nulla è impossibile scorgere e nulla posso nascondere…voglio seguire Dio…devo ricostruire il mio cuore abbattere le torri e costruire ponti fatti di croci grandi e piccole, ..fidarmi di Lui e affidandomi a Lui con totalità.
“Si Gesù, Tu sei il mio Re e Signore, nel tempo e per l’eternità, sei Tu la mia vita e la mia eterna felicità!”

Maria Viola 

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Storie per l’anima.. Martin, il calzolaio che aspettava Gesù

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Martin, avvicinandosi il Natale desiderava preparare qualcosa per Gesù. Gli preparò un paio di scarpe, una torta, e mise da parte dei risparmi che potevano servire a Gesù per i suoi poveri.
Quando era tutto pronto si mise ad aspettarlo. Improvvisamente qualcuno fuori gridò: “Al ladro, al ladro…”. Una donna afferrava un bambino che le aveva rubato una mela. Martin, si addolorò e pensò: “Adesso, se arriva la polizia o lo prende, come passerà il Natale?”. Prese i risparmi che aveva messo da parte per Gesù e li diede alla donna, pregandola di lasciar andare il bambino.
Nuovamente incominciò ad aspettare Gesù e per la finestra si accorse di un paio di piedi che camminavano scalzi sulla neve. “Chi sarà?”, si domandò. E uscì a cercare il proprietario di quei piedi. Era un giovane: “Vieni, entra in casa mia, riscaldati un poco”, gli disse. Afferrò le scarpe che aveva fatto per Gesù e gliele diede. Si disse felice: “Per Gesù mi rimane ancora la torta”. Già il sole tramontava e vide un anziano che camminava curvo sulla strada. “Povero vecchietto, forse non avrà mangiato niente tutto il giorno”. Lo invitò ad entrare nella sua casa, non gli restava che la torta, pazienza, pensò tra sè, offrendo la torta al povero, accoglierò Gesù un’altra volta. Dopo che anche l’anziano se ne andò, il povero Martin, si sentiva felice e nello stesso tempo triste, aveva preparato tutto per Gesù, ma lui non era arrivato: pazienza!
Durante la notte fece un sogno: nel sogno gli si presentò Gesù e gli disse:
“Martin, mi stavi aspettando?”.
“Sì, ti ho atteso tutto il giorno…”
“Ma io sono venuto a visitarti per ben tre volte. Grazie dei tuoi regali!”
E Martin vide che Gesù aveva nelle sue mani i risparmi e la torta, ai suoi piedi le scarpe. Si svegliò felice: Gesù era venuto a visitarlo.

Tutto ciò che non è firmato da Maria Viola è liberamente tratto dal web foto e frasi